Quando iniziare lo svezzamento

Quando iniziare lo svezzamento

I primi mesi di vita del bambino sono fondamentali affinché la sua crescita avvenga nel migliore dei modi, anche per il futuro.

In particolare, intorno al sesto mese, dovrebbe iniziare la fase dello svezzamento che è determinante in quanto consente al neonato di fare nuove esperienze sia per quanto riguarda la sua alimentazione, sia per la sua autonomia che, comunque, aumenterà passo dopo passo.

Odori, consistenze e sapori diversi saranno delle novità per il bimbo che, fino a sei mesi, è stato abituato solo ad alimentarsi solo con il latte.

Pertanto, l’inserimento di nuovi alimenti deve rappresentare un processo graduale e delicato, dato che esso determinerà un importante cambiamento delle abitudini, al quale il piccolo dovrà adattarsi.

 

Quando iniziare lo svezzamento

Generalmente ed in media, è il sesto mese quello più adatto ma, non si dimentichi che ogni bimbo ha esigenze e tempistiche soggettive e personali che devono essere ben interpretate per capire quando iniziare lo svezzamento.

Quindi, quale sia il momento più giusto per cominciare a cambiare l’alimentazione del neonato lo si percepirà ben interpretando i segnali con cui il bambino si farà sentire dai genitori.

Va sottolineato che la fase della alimentazione complementare ha lo scopo di soddisfare bisogni del neonato, ormai diventati fisiologici.

I neo genitori, affiancati da uno specialista, saranno indirizzati ed educati alla comprensione dei comportamenti del bambino, utili informazioni per capire quando iniziare lo svezzamento. Ma tali atteggiamenti dovranno essere distinti tra quelli messi in atto dal piccolo per esprimere nuovi bisogni e quelli dettati dalla curiosità di scoprire nuove cose.

Nella pratica, questa fase coincide spesso con la comparsa dei primi dentini: infatti, tipica del quinto/sesto mese è la tendenza a portare alla bocca qualsiasi cosa con cui il bambino venga a contatto che, comunque, non determina di certo alcun bisogno. Piuttosto, questa capacità di guardarsi intorno e curiosare può accompagnare il piccolo nella sua crescita fino all’età di 18 mesi circa.

La cosa importante è quella di non avere alcuna fretta perché, come già anticipato, ogni bambino è diverso dall’altro e, pertanto, lo svezzamento non deve essere mai forzato e deve cominciare nel modo più naturale possibile, per evitare che il bambino subisca dei traumi.

 

I Cibi da introdurre nell’alimentazione complementare

 

Come e Quando iniziare lo svezzamento?” è una domanda sì lecita ma della quale spesso i genitori abusano, non avendo pazienza e non comprendendo che – per cominciare con l’alimentazione complementare – il bambino deve avere reale necessità di nuovi sostanze.

Parliamo di alimentazione complementare perché i cibi che si andranno ad inserire completeranno l’insieme delle sostanze nutritive che servono al bambino per il suo normale sviluppo. Di seguito, si indicano gli alimenti proposti quando inizia lo svezzamento e si precisa che i cibi con consistenza solida, per la prima volta, affiancheranno quelli liquidi.

 

  • Carboidrati: in questa fase è previsto aumento dei carboidrati, introitati nell’organismo con diverse pappe ai cereali e, quindi, a base anche di riso o semolino.

Anche la pastina è un alimento che farà parte dello svezzamento e che permetterà di valutare eventuali intolleranze o allergie al glutine.

  • Frutta grattugiata e passati di verdure: si tratta di altri alimenti da inserire nella dieta del bambino al sesto mese di vita e, soprattutto, se il piccolo si alimenta con latte formulato, sarà preferibile posticipare l’integrazione delle proteine potenziando proprio quella di frutta e verdura. Si tratta, ovviamente, di una ottima fonte di fibre e vitamine, indispensabili per la crescita.
  • Carne e pesce: Anche le proteine diventano un importante nutriente da aggiungere all’alimentazione del bambino, in particolare, se ancora allatta dalla mamma.

 

Se questi sono i cibi che faranno parte dell’alimentazione completare, ce ne sono altri che – invece – vanno evitati o perché troppo pesanti o perché inadatti, che saranno inseriti, di seguito, in apposita lista.

  • Cibi piccanti: chiaramente non adatti all’alimentazione dei più piccoli, rischiano di determinare problemi intestinali, rossori ed irritazioni simili a quelle da pannolino.
  • Cioccolate e caffè: sono sostanze nervine che contribuiscono a creare uno stato di possibile agitazione del neonato
  • Alimenti industriali: se non specificatamente indicati per l’età del bambino, gli alimenti industriali confezionati sono da evitare perché probabilmente ricchi di conservanti e altre sostanze che non agirebbero positivamente sul delicato organismo del piccolo
  • Bevande gassate e bevande zuccherate: gas e zucchero devono essere banditi dallo svezzamento in quanto predispongono la bocca del bimbo ad ospitare eventuali carie e influiscono negativamente sulla flora orale che verrebbe, così, irrimediabilmente compromessa.

In più, se somministrate anche sotto forma di tisane, decotti o the, determinano un senso di sazietà che porterebbe il neonato a non mangiare più ciò che invece dovrebbe.

Sale: quando iniziate lo svezzamento tutto va preparato senza l’aggiunta, neanche minima, di sale da cucina.

Esso comporterebbe un cambiamento eccessivo dei sapori per il piccolo fino a questo momento abituato solo al latte.

Potrà capitare che il bambino non mangi ma non c’è alcun bisogno di allarmarsi: l’apparente inappetenza sarà dovuta alla presenza di alimenti nuovi che il neonato deve imparare a conoscere e anche ad assaporare dato che l’uso del cucchiaio impone la posizione arretrata della lingua mentre, nell’allattamento al seno o al biberon la lingua viene portata in avanti.

Iniziare lo svezzamento significa anche avere pazienza e comprensione e bisognerà stimolare il piccolo facendogli familiarizzare con il cibo nuovo fino a quando arriverà a mangiarlo con gusto.

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